18° Imola Film Festival

Carlo Mazzacurati

Il circolo del cinema di Imola che assegnava il Grifo d’Oro, sceglieva un regista e un film.
Lavorando parallelamente a Venezia _ come farebbe "una giuria clandestina", anche se oggi in tempi di offuscata democrazia potremmo definirla con più correttezza come "una giuria popolare" _ premiava un film e invitava il suo regista a Imola a ritirare il Grifo.
Oggi, nell’assegnare questo premio, se avessimo dovuto scegliere un film nella filmografia di Carlo Mazzacurati, sinceramente, non avremmo saputo cosa scegliere.
C’è un filo, di qualità, bellezza, attenzione e ricerca costante di quelle che sono le sfumature più nascoste dei sentimenti della vita, che lega la produzione
cinematografica di Carlo Mazzacurati.
Dagli esordi ad oggi, cosa rarissima, è come se non si fosse mai perso. È come se avesse tenuto forte stretto fra le dita quel filo d'Arianna che, come un moderno Teseo, gli ha permesso di uscire indenne dal complesso labirinto artistico.
Chi si è avventurato nel mondo dell’arte e soprattutto dell’arte cinematografica, può ben capire a cosa ci stiamo riferendo.
Mantenere saldo il proprio pensiero, il proprio cammino artistico, è qualità rara, quella che fa di un regista, un grande regista. Carlo Mazzacurati ci consegna pezzi di cinema che hanno segnato il nostro immaginario e le nostre vite.

Il prete bello

Italia 1989 | 93’
Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Franco Bernini, Enzo Monteleone, Carlo Mazzacurati, Mirco Garrone
Produttore: Valerio De Paolis
Fotografia: Giuseppe Lanci
Montaggio: Mirco Garrone
Musica: Fiorenzo Carpi
Produzione: Rai Radiotelevisione italiana, Nikelodeon Roma, Partner’s Production
Scenografia: Giancarlo Basili, Leonardo Scarpa
Interpreti: Adriana Asti, Roberto Citran, Massimo Santelia, Davide Torsello

Nel 1939 a Vicenza, Sergio e Cena, il suo amico per la pelle, sono sempre in sella alle loro biciclette in giro per i campi e frequentano l’oratorio di don Gastone, ex cappellano militare sempre circondato da un gruppo di zitelle adoranti. Tra queste c’è la signorina Immacolata, l’anziana proprietaria del grande caseggiato in cui Sergio vive con la sua famiglia, composta dalla madre e dai nonni. Quando nel caseggiato arriva Fedora, una prostituta veneziana appena arrivata in città, le abitudini di tutti cambiano: Sergio e Cena si scoprono per la prima volta innamorati e anche don Gastone perde la testa per lei. Mentre il sacerdote viene allontanato dalla città, Sergio e Cena vengono coinvolti dal ‘ragioniere’, uno zio di Cena appena uscito di prigione, nel primo furto della loro vita.

Il toro

Italia 1994 | 105’
Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Umberto Contarello, Carlo Mazzacurati, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Produttori: Mario e Vittorio Cecchi Gori, Luciano Luna, Rita Rusiç
Fotografia: Alessandro Pesci
Montaggio: Mirco Garrone
Musica: Ivano Fossati
Produzione: Cecchi Gori Group
Scenografia: Leonardo Scarpa
Interpreti: Diego Abatantuono, Roberto Citran, Marco Messeri

Franco viene licenziato da un’azienda che alleva bovini e per risposta ruba Corinto, il miglior toro. E’ però un toro particolare, da fecondazione artificiale. Convince l’amico Loris, molto perplesso a dire il vero, ad andare in Ungheria per venderlo. La cosa non è facile e dopo alcuni incontri di varia umanità i due dovranno ridimensionare il progetto. Mazzacurati conferma con questo progetto i buoni risultati di “Un’altra vita”, primo film della maturità artistica, con questa commedia dolce-amara, vincitrice del Leone d’Argento a Venezia e coppa Volpi come miglior attore a Roberto Citran.

L'estate di Davide

Italia 1998 | 100’
Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Carlo Mazzacurati, Claudio Piersanti
Produttori: Cecilia Cope, Matteo Levi, Roberto Levi
Fotografia: Alessandro Pesci
Montaggio: Paolo Cottignola
Musica: Ivano Fossati
Produzione: Tangram Film
Scenografia: Giancarlo Basili, Leonardo Scarpa
Interpreti: Stefano Campi, Patrizia Piccinini, Semsudin Mujic, Toni Bertorelli, Silvana De Santis, Alessandro Mizzi, Manrico Gammarota, Maria Pia Colonnello

Davide è un diciottenne come tanti altri che vive a Torino nella casa del fratello e che, per raggranellare qualche lira, ogni sabato va lavare le macchine in un grande autolavaggio. Alle spalle ha una famiglia disastrata, una maturità faticosamente raggiunta, una certa introversione e davanti la decisione di passare le vacanze presso gli zii nel Polesine. Qui Davide vive i suoi riti di iniziazione alla vita; conosce l’amore e le sue pene con una ragazza del posto e stringe una sodale amicizia con un giovane bosniaco che si mantiene facendo il barista e spacciando droga. I due bidonano il ricco amante della ragazza di un’ingente quantità di droga che sperano di rivendere in Puglia, ma le cose non funzionano mai come dovrebbero e Davide si ritroverà dinanzi la sua solita vita, ma ora è pronto a fronteggiarla.

La giusta distanza

Italia 2007 | 106’
Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti
Produttore: Domenico Procacci
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Paolo Cottignola
Musica: Tin Hat
Produzione: Fandango
Scenografia: Giancarlo Basili
Interpreti: Giovanni Capovilla, Valentina Lodovini, Ahmed Hafiene, Giuseppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco, Natalino Balasso, Ivano Marescotti

In un lembo remoto d’Italia alle foci del Po, c’è un piccolo paese: poche case isolate che una gru sembra avere incongruamente deposto in quel paesaggio piatto e desolato. Su questo scenario evanescente si disegna l’incontro tra Hassan e Mara. Lui è un meccanico tunisino, che con anni di onesto e duro lavoro si è conquistato stima e rispetto, lei una giovane maestra, che una supplenza ha portato lì, in attesa di partire per il Brasile con un progetto di cooperazione. Giovanni, diciottenne aspirante giornalista, passa molto tempo ad aggiustare una vecchia motocicletta nell’officina di Hassan ed è qualcosa di più che un testimone della storia che nasce tra loro. Una storia che comincia sotto il segno dell’inquietudine, con Hassan che la notte spia Mara nella casa isolata in cui ha preso alloggio, e lei che dopo averlo scacciato intreccia con lui una relazione. Ma Hassan non è l’unico a essere attratto da Mara. Anche Giovanni, infatti, a suo modo la spia: grazie alla sua abilità con i computer penetra nella posta elettronica di Mara e legge i messaggi che lei scrive e riceve. E di fronte alla svolta tragica e inaspettata che la vicenda assume, anche Giovanni volterà le spalle ad Hassan. Ma la vita è più contorta e dolorosa di quello che appare...
 
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