18° Imola Film Festival

Trilogia

LITTLE DEATHS

Regno unito, 2011, 90'
Regia - Sceneggiatura: Sean Hogan, Andrew Parkinson, Simon Rumley
Produttore: Samantha Wright
Fotografia: Milton Kam
Scenografia: Rosie Clark
Montaggio: Robert Liam, Jennifer Sheridan
Musica: Richard Chester
Interpreti: Scott Ainslie, Mike Anfield, James Anniballi, Kate Braithwaite
Produzione: Almost Midnight Productions

Tre macabre storie di sensualità e tensione dai tre più promettenti giovani registi inglesi. In “House and Home” una coppia di yuppie si finge timorata di Dio per adescare giovani ragazze per i loro giochi erotici. In “Bitch” una coppia in via di disfacimento trova una nuova intesa grazie a un perverso gioco di ruolo. In  “Mutant Tool” una ragazza che sta uscendo dal tunnel della droga accoglie un nuovo terapista. Non sa che il dottore è un sadico con un terribile piano in mente.

I REGISTI

Simon Rumley  (1970, Uk))
Dopo avere prodotto e diretto acclamati lungometraggi (come The Truth Game, Strong Language, The Living and the Dead, Red, White & Blue) e numerosi corti, Simon è indubbiamente uno dei più prolifici scrittori e film maker di successo inglesi.

Andrew Parkinson (1960, Blackburn, Lancashire, Uk)
Col suo primo lungometraggio I, Zombie (1998) Parkinson cerca di realizzare il film più spietatamente depresso e triste mai realizzato. Il secondo lavoro Dead Creatures (2001) sviluppa ulteriormente questa idea e viene selezionato in numerosi Festival internazionali. Venus Drowning (2006) porta avanti il tema dell’esplorazione della vita di gente normale intrappolata in mondi straordinari.

Sean Hogan (1973)

Sean dirige il suo primo lungometraggio Lie Still nel 2005, premiato a numerosi festival di Cinema e distribuito in vari paesi. Di seguito ha sceneggiato Summer's Blood (2009) e Isle of Dogs (2010), prima di ritornare alla regia con Little Deaths (2010), un film-antologia co-diretto assieme agli amici filmakers inglesi Andrew Parkinson e Simon Rumley e l’ultimo suo lavoro The Devil's Business.
Cinema-di-genere & pensiero. Il festival si ripropone di presentare un autore inedito di cinema di genere, horror, fantasy, noir, a sottolineare come da sempre e sempre più spesso questo tipo di cinema riesca a trovare nuovi stili, libertà di espressione sempre  più ampie, pur rispettando le griglie del film di genere.

OUTRAGE

Giappone 2010, 109’
Regia: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Produttore: Masayuki Mori, Takio Yoshida
Montaggio: Takeshi Kitano
Fotografia: Katsumi Yanagijima
Musiche: Keiichi Suzuki
Produzione: Office Kitano
Interpreti:  Takeshi Kitano, Ryo Kase, Jun Kunimura
Nel sottobosco malavitoso di Tokyo, i clan rivali sono in lotta per il potere e il denaro, mentre alleanze temporanee e tradimenti diventano indistinguibili. Otomo è il braccio armato della famiglia Ikemoto. Con la sua gang fa il lavoro sporco per conto del clan, il quale gestisce i propri affari e i propri accordi facendo sempre riferimento a Mr. Chairman, boss di tutta la yakuza. Un'alleanza tra famiglie poco gradita a Mr. Chairman diventa l'occasione per un bagno di sangue, nel tentativo di conquistare la vetta, in primis per Otomo, che dalla sua ha la familiarità con il lavoro sporco. L’ultimo grande film del pluripremiato maestro giapponese, che ha portato la yakuza sul Red Carpet di Cannes.

MAY

USA 2002/ 93'
Regia: Lucy Mckee
Sceneggiatura: Lucy Mckee
Produttore: Marius Balchunas, Scott Sturgeon
Fotografia: Steven Y. Yedlin
Scenografia: Charlie Gonzales
Montaggio: Debra Goldfield, Rian Jonson, Chris Sivertson
Musiche: Jaye Barnes Luckett
Interpreti: Angela Bettis,   Jeremy Sisto,  Anna Faris,  James Duval
Produzione: 2loopfilms
A causa di un problema agli occhi, May ha avuto un’infanzia solitaria e triste che le ha segnato la vita. Lavora in una clinica per animali e vive da sola con la sua unica vera "amica", una bambola che la madre gli regalò quando era ancora piccola. Ma la sua vita è vuota e vorrebbe riempirla con amore e amicizia. Lasciata da sola, abbandonata e trascurata dai suoi pochi amici, emarginata da chi la conosce da poco e ne resta sconvolto, May decide di farsi un proprio amico con i pezzi dei cadaveri delle sue vittime.
“Il soggetto di “May”  è nato da un cortometraggio che feci quando ancora ero studente alla USC , avente come attori Jaye Barnes-Luckett ( poi mio onnipresente compositore), Chris Sivertson e Steve Keltin. Si chiamava “Fraction” e aveva praticamente la stessa trama e la stessa struttura che avrebbe poi avuto in seguito “May”. Si tratta di una combinazione tra i Nirvana ( il mio gruppo preferito), “Taxi Driver”( il mio film preferito del momento), e “Frankenstein”( il mio romanzo preferito); ma soprattutto trama deriva da emozioni personali ed esperienze avute nel corso della mia via, soprattutto al college. E’ un’allegoria sul trovare l’amico o l’amante perfetto ( che qualche volta sembra impossibile, no?). “May” è stata la mia prima creatura e mi sarà sempre cara per quest’unica ragione”  Lucky Mckee
 
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