19° Corto Imola Festival  
Festival Internazionale del Cortometraggio 5 - 9 Dicembre - Teatro Ebe Stignani - Imola

Celebrazione Rainer Werner Fassbinder

Rainer Werner Fassbinder (1945-1982) con la sua colossale opera fatta da ben 40 film, una trentina di allestimenti per il teatro di commedie proprie e altrui e svariati lavori per la televisione, è uno degli esponenti di primo piano del Nuovo cinema tedesco degli anni '60-'70.

 

Corto Imola Festival ricorda i trent'anni dalla prematura scomparsa del grande Maestro presentando tre suoi capolavori: Le lacrime amare di Petra Von Kant (1972), Il matrimonio di Maria Braun (1979) e il suo ultimo canto d'amore e morte, Querelle de Brest (1982).

 

Fassbinder è stato un regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo tedesco, uno dei maggiori esponenti del Nuovo cinema tedesco degli anni settanta-ottanta. Omosessuale dichiarato, tossico impenitente, nella sua breve ed intensa vita lascerà il segno nel cinema mondiale con più di 40 film e molte regie teatrali. Negli anni '60 gira i primi cortometraggi ma l’incontro più importante della sua vita è nel 1966 con l’attrice Hannah Schygulla e con il teatro. Dopo aver militato nel gruppo “Action- theater”, fonda il suo “Antiteater”. Il suo primo lungometraggio “L’amore è più freddo della morte” partecipa nel 1969 al Festival di Berlino. Nel 1970 gira per la televisione “Il caffè” e porta sul grande schermo il suo dramma “Il soldato americano”. “Il mercante delle quattro stagioni” del 1972 è la prima pellicola della sua casa di produzione “Tango film”. La sua vita privata intanto procede turbolenta e segnata da laceranti passioni. Non a caso i suoi film successivi deviano verso il melodramma sull’onda della scoperta del regista tedesco Douglas Sirk e sulla tendenza autobiografica: “Le lacrime amare di Petra von Kant” del 1972, trasposizione cinematografica dell’omonima piece teatrale, “La paura mangia l’anima” (1973), “Il diritto del più forte” (1974), “Despair” del 1978, primo film con cast internazionale e girato in inglese. Nel 1978 Fassbinder firma uno degli episodi “Germania in autunno” sulla cupa stagione degli anni del terrorismo e dirige “Un anno con tredici lune” e il suo film più celebrato “Il matrimonio di Maria Braun”, primo capitolo di una trilogia dedicata agli anni ’50. Seguono negli anni seguenti: “La terza generazione” (1979), “Lili Marleen” (1980) e “Lola” (1981), “Veronika Voss” (1982). “Querelle de Brest” (1982) è il suo ultimo poema d’amore e morte, con l’indimenticabile Jeanne Moreau che canta che ogni uomo uccide ciò che ama: il più popolare attore e regista tedesco muore a soli 37 anni, forse suicida per overdose.



IL MATRIMONIO DI MARIA BRAUN
Rainer Werner Fassbinder
1979  Germania  120'

L'azione inizia nel 1943, all'indomani del frettoloso matrimonio, Maria Braun viene forzatamente lasciata dal marito Hermann che deve partire per la guerra...
LE LACRIME AMARE DI PETRA VON KANT
Rainer Werner Fassbinder
1972  Germania  124'

Petra Von Kant è una famosa stilista che vive sola con Marlene, la sua assistente apparentemente muta, la quale accetta i maltrattamenti e la severità della "padrona" senza battere ciglio...
QUERELLE DE BREST
Rainer Werner Fassbinder
1982  Germania  108'

La nave Vengeur con a bordo il marinaio Querelle, comandata da Seblon che nutre un tenero ed inconfessato amore per Querelle, attracca al porto di Brest....
CELEBRAZIONE RAINER WERNER FASSBINDER 1946-1982
In soli tredici anni realizza 30 lungometraggi, 2 film televisivi superiori alle tre ore e 2 serial superiori alle dieci ore; e questo senza contare cortometraggi i  lavori drammaturgici e radiofonici. Per passare alla storia a qualcuno sarebbe bastata anche la sola realizzazione anche dell’opera epica Berlin Alexanderplatz. Ci sarebbe stato di che fare mitologia. E invece non è mai esistito un artista ‘maledetto’ su cui dopo la morte il silenzio sia calato in maniera così arrogante e definitiva. "Sono un autore tedesco che fa film tedeschi per un pubblico tedesco" diceva, mentre la sua fama si propagava in ogni angolo del mondo.  Che avesse invece previsto anche questo silenzio colpevole? Comunque è un dato di fatto: a partire dal 1982, anno della sua tragica scomparsa, il cinema di Fassbinder sembra essere diventato oggetto, da una parte, di una censura senza quartiere attuata da chi il cinema del regista tedesco lo conosce, dall’altra di una ‘censura a priori’ impercettibile e impalpabile, una censura che proviene dal ‘distratto’ potenziale spettatore dei suoi film. “Corto Imola Festival lo celebra presentando tre opere particolarmente significative: Le lacrime amare di Petra Von Kant  (che gira a 26 anni!) e Il matrimonio di Maria Braun, forse una delle le sue opere più compiute (entrambe vincitrici dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino) e Querelle che esce postumo suscitando aspre polemiche e censurato in più parti. In ultima analisi – scriveva Fassbinder - quello che conta è l’intero corpo dell’opera che ci si lascia dietro quando si scompare. È la totalità dell’oeuvre che deve dire qualcosa di speciale riguardo al tempo in cui si è realizzata. Altrimenti è inutile”. Poca cosa, quindi, il nostro tributo se pensiamo alle sue parole ma, in attesa che qualche Istituzione o qualche Festival di grandi mezzi e giuste vedute gli dedichi una totale e dovuta retrospettiva, questo abbiamo sentito la necessità di fare: un semplice atto d’amore, anzi, meglio, Un chant d’amour. E prendendo a prestito la frase finale con cui Alfred Doblin introduce il suo Berlin Alexanderplatz, diciamo che “per molti non sarà tempo perduto osservare e ascoltare tutto questo, per coloro che, come Franz Biberkopf, abitano in una pelle d’uomo, e ai quali succede, come a Franz Biberkopf, di pretendere dalla vita più del pane quotidiano”. Franco Calandrini

 
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