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Giuseppe Battiston
(22 luglio 1968, Udine)
E' uno dei principali attori del panorama cinematografico italiano contemporaneo e sicuramente una delle grandi promesse di un cinema come il nostro, che ha bisogno di bravi artisti capaci di fornire alla prossime produzioni capacità, competenza e talento.
Versatile, gigionesco, può passare dal registro comico a quello drammatico, Giuseppe nel 1999 vince il Premio David di Donatello e Ciak d'oro come Miglior attore non protagonista per il con il film Pani e Tulipani. Qualche anno dopo, nel 2004, lo vediamo sul grande schermo diretto ancora una volta da Silvio Soldini interpretando il ruolo del marito di una ragazza disabile in Agata e la tempesta, ruolo per il quale conquista la Nomination al David di Donatello come Miglior attore protagonista. Il sodalizio artistico con Silvio Soldini, con il quale aveva esordito nel 1993 con il film Un'anima divisa in due, sarà da questo momento estremamente consolidato. Nel 2000 recita al fianco di tre celebri personaggi della televisione e del grande schermo italiano: Aldo, Giovanni e Giacomo, nel film Chiedimi se sono felice, ottenendo così un ampio riconoscimento di popolarità. Nel 2005, è apparso sul grande schermo diretto da Cristina Comencini nel film La bestia nel cuore, conquistando ancora una nomination ai Nastri D'Argento come Miglior Attore non protagonista. Sempre nel 2005 si può datare un'altra grande collaborazione, quella con Roberto Benigni che lo dirige nel film La tigre e la neve .
Nel 2006 lo vediamo tra gli interpreti di Non prendere impegni stasera, Uno su due e A casa nostra, tre lavori che consolidano la sua attività artistica. Di recente ha girato Non pensarci (2007), commedia esilarante con Valerio Mastandrea e Anita Caprioli, e sotto la regia di Carlo Mazzacurati recita nel film La giusta distanza. Gli ultimi due suoi titoli sono; Amore, bugie e calcetto di Luca Lucini e Si può fare di Giulio Manfredonia. La sua produzione artistica non si limita all'attività cinematografica, ma lavora anche in teatro collaborando con grandi registi come Alfonso Santagata, dal '94 al '98, conquistando il Premio UBU come Miglior attore non protagonista in "Petito Strenge" nel 1986. Altro grande nome del teatro che si può annoverare nel suo excursus artistico è Claudio Moranti, che lo dirige in "Riccardo III". L'intensa attività teatrale lo porta a lavorare con il Teatro Mercadante di Napoli, il Teatro Metastasio di Prato, il CTB di e il Teatro Stabile del Friuli-Venezia-Giulia.
Agata e la tempesta
Silvio Soldini - Italia 2004, 125’
Interpreti: Licia Miglietta, Giuseppe Battiston, Marina Massironi, Claudio Santamaria
Agata lavora in una libreria, il suo piccolo mondo dove naviga nella tranquillità, quando due eventi sconvolgono la sua vita e la costringono ad uscire dal guscio per affrontare la realtà. Un amore con un uomo più giovane, lo stupore per il fratello Gustavo che scopre di essere stato adottato e decide di andare a cercare la sua vera famiglia, la fanno pensare a come trascorrere i suoi giorni diversamente. La protagonista così inizia una ricerca verso una verità che farà conoscere fra loro i singoli personaggi, a cui si aggiunge il terzo "fratellastro", Romeo, in una serie di situazioni fra il tragico e il comico. Il regista Soldini torna alla commedia surreale, un viaggio esistenziale di gruppo che racconta la vita con la "V" maiuscola. Fra lampadine e tostapane fulminati, il cineasta unisce ironia e commozione, cambiando le vite dei suoi personaggi, prima immersi e soffocati dalla monotonia, ora catapultati nel turbine di un destino più leggero e voluto.
Antonio Capuano
Antonio nasce come attore di teatro e scenografo, il suo debutto sullo schermo come regista è con il film Vito e gli altri (1991) che gli fa vincere il Premio Internazionale della Critica al Festival di Venezia. La seconda regia Pianese Nunzio 14 anni a maggio, narra la storia dell'amore di un prete impegnato nella lotta contro la camorra, per il piccolo Nunzio. Il film tocca così un argomento tabù, ma lo fa con grande tatto e potente forza narrativa tanto da farne uno dei migliori titoli del cinema italiana di quegli anni. Nel 1997 ha girato con altri registi napoletani il film ad episodi I vesuviani, nel 1998 Polvere di Napoli con Silvio Orlando. Seguono: Luna Rossa (2001) e La guerra di Mario (2005), che vince il David di Donatello. È in fase di lavorazione con un nuovo film dal titolo Giallo?.Attualmente è docente di scenografia all'Accademia delle Belle Arti di Napoli.
La guerra di Mario
Antonio Capuano - Italia, 2005, 100’
Interpreti: Valeria Golino, Marco Grieco, Anita Caprioli, Rosaria de Cicco

Per difenderlo da abusi e maltrattamenti, il Tribunale dei Minori sottrae alla sua famiglia Mario, un bambino di nove anni, e lo dà in affido provvisoriamente a una coppia di quarantenni non sposati appartenenti all'alta borghesia, Giulia e Sandro, che da tempo stavano cercando di adottare un bambino difficile. Giulia è a suo agio nella condizione di mamma, Sandro, invece, è spaventato dalla nuova situazione e dalla realtà con cui si deve confrontare. Mario si trova improvvisamente proiettato in un mondo che non riconosce in cui i nuovi genitori lo viziano accondiscendendo ad ogni suo desiderio. In questa gabbia dorata, Mario si sente tanto solo ed incompreso da volersi rifugiare in una realtà immaginaria ispirata ad un videogioco e regolata da un "codice cavalleresco". Al suo magico mondo possono accedere solo i suoi due nuovi amici: un cagnolino randagio e un compagno di scuola. Quando il primo muore investito da un auto e il secondo lascia la scuola per trasferirsi in un'altra città, Mario diventa cupo e depresso. Giulia, confusa dalla situazione, continua ad assecondare ogni suo capriccio.
Mario verrà alla fine sottratto alla coppia dal Tribunale ed affidato ad un'altra famiglia.

  • AL 58MO FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI LOCARNO (2005) MENZIONE SPECIALE PER L'INTERPRETAZIONE A MARCO GRIECO.
  • VINCITORE DEL DAVID DI DONATELLO 2006 PER MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (VALERIA GOLINO)
  • Luna Rossa
    Antonio Capuano - Italia, 2001, 116’
    Interpreti: Licia Miglietta, Carlo Cecchi, Toni Servillo, Domenico Balsamo
    Riferimenti al teatro greco classico e gli attori bravissimi per questa storia a tinte fosche.
    Un pentito racconta al giudice che lo sta interrogando la storia dei Cammarano.
    Un lunghissimo flashback sulla storia di una famiglia occupata a perpetuare la logica del potere camorristico, che fin dall'inizio degli anni '70 si è a mano a mano allargata sul territorio, esibendo freddezza, assenza di scrupoli, spietatezza di esecuzione e, cosa fondamentale, una violenta coesione tra i suoi componenti. L'ordine interno viene garantito grazie a una gerarchia rigida. I più giovani però a un certo punto non credono più a questa struttura e il gesto di Oreste insinua una crepa che porterà tutti alla distruzione. I riferimenti al teatro greco classico sono espliciti e gli attori sono bravi per virtù propria.